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Fai fatica a concentrarti? Allenati con questi esercizi

La forza dell'equilibrio
La potenza dell’equilibrio

“Le capacità di  controllare i processi motori e di pensiero e di dirigere e mantenere  l’attenzione su un compito per una corretta esecuzione, sono riconosciute come importanti fattori per la prestazione sportiva (…)
Gauron (cit da Schmid e Peper, 1986) propone una tecnica per aiutare gli atleti a sperimentare differenti stili attentivi. Da seduti o distesi in una posizione confortevole sono eseguiti, anche in sedute separate, i seguenti passaggi:

1 – Focalizzare l’attenzione segli atti respiratori. Respirare poi in maniera più profonda e lenta, per qualche minuto, mantenendo petto, spalle e collo rilassati. Ritornare alla respirazione normale e poi ancora a quella profonda fintanto che diventa confortevole, facile, regolare

2 – Dirigere l’attenzione all’esterno a suoni e rumori, identificandoli e classificandoli come passi, voci ecc. Successivamente recepire i suoni senza senza cercare di identificarli o etichettarli

3 – Prendere coscienza delle sensazioni corporee, come i punti di contatto con la sedia o il pavimento. Ientificare e classificare le varie  sensazioni recepite, soffermandosi sulla qualità e sorgente di ognuna prima di passare alla successiva. Registrare quindi tutte le sensazioni simultaneamente, attraverso una consapevolezza corporea più ampia possibile, senza identificarle o etichettarle

4 – Riconoscere passivamente e senza sforzo emozioni, sensazioni e pensieri, rimanendo in un atteggiamento di tranquillità. Riesaminare i vissuti e poi “svuotare la mente”. Se questa operazione risulta difficile, allora sintonizzarsi su un solo contenuto, mantenendo su questo l’attenzione

5 – Aprire gli occhi e osservare oggetti nell’ambiente utilizzando anche la visione periferica. Ci si può raffigurare mentalmente l’apertura di un ampio imbuto verso il quale dirigere lo sguardo per fissare un oggetto di fronte a sè: gradualmente si restringe l’apertura in modo da percepire solo l’oggetto, si espande quindi il focus percettivo molto lentamente in modo a cogliere i particolari dell’ambiente. L’operazione è simile a quella dello zoom di una macchina fotografica, attraverso il quale il focus dell’obiettivo è ristretto o ampliato per fissare l’intera immagine o solamente alcuni suoi dettagli.

Da La Preparazione Mentale dello Sport, autori Claudio Robazza, Laura Bortoli, Gianfranco Gramaccioni. Edizioni Luigi Pozzi

Borghina, la frazione di Lu che ospita la sede di Bike Comedy Monferrato
Borghina, la frazione di Lu che ospita la sede di Bike Comedy Monferrato

Il tema dell’allenamento mentale è particolarmente caro a Bike Comedy. E avrà sempre uno spazio dedicato e  specifico nel corso dei prossimi incontri
PPER INFORMAZIONI – info@bikecomedy.it

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Hai l’esaurimento sportivo? Scoprilo con questo test

L'equilibrio
La potenza dell’equilibrio

Nel suo libro Sports Slump Busting,  Alan S. Goldberg offre un questionario per stabilire il grado di esaurimento psicofisico di uno sportivo. Ve lo riproponiamo, è un test che può essere ripetuto in vari momenti della stagione agonistica.
Rispondete “vero” o “falso” alle seguenti affermazioni:
– Sono stanco per tutto il tempo
– Non mi piace più esercitarmi come una volta
– Quando mi alleno desidero frequentemente essere da un’altra parte
– Temo la competizione
– E’ passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono davvero divertito nel competere
– Mi chiedo continuamente per quale motivo continuo a rimanere nello sport
– Trovo difficile rimanere concentrato sui miei obiettivi
– Sembra che io mi faccia male più di quanto non sia mai successo
– Le mie ferite sembrano non guarire mai
– Il mio atteggiamento sembra essere peggiorato negli ultimi mesi
– Mi rincresce dover sacrificare una parte così grande del mio tempo per lo sport
– Non riesco a gestire il disagio del duro allenamento come ho fatto l’anno scoso
– Talvolta mi lascia indifferente anche il fatto che non mi importi niente
– Ho un atteggiamento più negativo del solito, riguardo all’allenamento e a me stesso
– Ho dei problemi a concentrarmi sull’allenamento
– Ultimamente mi mortifico molto
– Il mio allenatore mi irrita per davvero
– Trovo più che mai difficoltà ad andare d’accordo con i compagni di squadra
– Sento di rimanere nello sport solo a causa della pressione che gli altri esercitano su di me
– Non sembro essere capace, come una volta, di riprendermi dalle sconfitte

Ecco fatto, test finito. Assegnatevi un punto per ogni volta che avete risposto “vero”, poi fate la somma.
– Se avete ottenuti da 1 a 3 punti, su 20 possibili, allora non avete bisogno di preoccuparvi riguardo all’esaurimento psicofisico
– Un punteggio tra 4 e 7 indica che state iniziando a “bollire”: non sarebbe male concedervi un periodo di pausa
– Punteggi tra l’8 e il 14 indicano che avete urgente bisogno di una vacanza dall’allenamento e dalle competizioni
– Se avete totalizzato 15 o più punti, allora siete seriamente esauriti: avete bisogno di sedervi con il vostro allenatore e tenere con lui una conversazione cuore a cuore
(tratto da Allenamento mentale per gli sportivi, autore Ted Garrat, edito da NLP Italy)

Le tematiche dell’allenamento mentale, al pari di quello atletico, sono particolarmente care a Bike Comedy Monferrato. Di mental coaching si parlerà nei prossimi incontri
PER INFORMAZIONI: info@bikecomedy.it

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Ami il grande ciclismo? Claudio Gregori e Giovanni Cuniolo ti aspettano sabato a Tortona

cunioloSabato 25 gennaio appuntamento interessante a Tortona per gli appassionati di ciclismo. Claudio Gregori, amico e consulente di Bike Comedy Monferrato, presenterà la sua ultima fatica: un libro su Giovanni Cuniolo. Quindi….

Perché sabato non venite a gustarvi un po’ di ciclismo a Tortona, patria di Giovanni Cuniolo, primo campione italiano su strada (1906) e primo recordman italiano dell’ora (1905). Abbiamo un bel programma per voi:

–  Ore 15 visita guidata da Claudio Gregori nei saloni di Palazzo Guidobono, della mostra su Cuniolo (molto bella, visibile anche su internet)

2. Ore 17.00 presentazione del libro su Cuniolo, 383 pagine di ciclismo d’epoca, in cui il Piemonte, con i suoi percorsi, è centrale. La presentazione del libro avviene a Tortona, ore 17.00, nella sala-convegni della Fondazione della Cassa di Risparmio di Tortona, via Puricelli 11 (vicino a Piazza del Duomo di Tortona.

– A cento metri da lì, sulla via Emilia, c’è Palazzo Guidobono. Quindi tutto è vicino.

A sabato!

BIKE COMEDY MONFERRATO organizza week end dedicati al ciclismo e all’eno-gastronomia. Per informazioni: info@bikecomedy.it

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La “pedalata rotonda”, l’uovo e l’uccellino

eddyPedalando a fianco di un campione del ciclismo, tanto tempo fa, il discorso cadde sulla famosa “pedalata rotonda”. Ovvero quel qualcosa in più, quel tocco divino, che spesso marchia la differenza tra il buon corridore  ed il talento. Il mio amico campione spiegò che lui, celebre per l’esemplare pedalata rotonda, curava molto quell’aspetto tecnico negli allenamenti. Soprattutto d’inverno. Come? “Mentre ti stai allenando – mi disse – immagina di avere un uovo tra la suola delle scarpe ed il pedale: quando il piede scende, devi fare attenzione a non schiacciare l’uovo. Quando il piede sale, devi stare attento a non lasciar volare via l’uovo”. “Semplice, no?”, concluse con il solito disarmante sorriso di chi in realtà non ci stava a perdere neppure  nelle corsette con la figlia sul triciclo. Quella visualizzazione, tradotta in pratica nel gesto atletico,  consente di esercitare una pressione praticamente identica sul pedale lungo tutto il cerchio della pedalata. Che appunto diventa “rotonda”, senza strappi, grazie alla potenza applicata in modo uniforme, senza punti morti. Il massimo dell’efficacia. Facile a dirsi: ma quell’esercizio, soprattutto nel periodo invernale, è sicuramente utile per migliorare nel possibile la tecnica di pedalata.

Le parole dell’amico campione, mi tornarono alla mente poco tempo fa, durante una lezione di golf che feci con un celebre maestro americano.  Mi chiese di tirare qualche colpo, poi mi fermò. E mi corresse il grip, ovvero la presa delle mani sul bastone. Mi corresse con queste parole: “Quando afferri il bastone, devi pensare che il grip sia come un uccellino: non devi farlo volare, soprattutto quando sposti il bastone all’indietro, non devi ucciderlo, schiacciandolo, quando colpisci”. In altre parole, il mio primo difetto era una diversa forza esercitata dalle mani sul bastone durante lo swing.

L’uovo da non schiacciare nella pedalata, l’uccellino da non uccidere nel golf: nello sport alcune leggi sono universali

Nel corso del Bike Camp con Marco Saligari (Monferrato, 17-23 marzo) le uscite bici saranno seguite da incontri nei quali imparerete le nuove tecniche per ottimizzare la vostra forma fisica.
Per informazioni e prenotazioni: info@bikecomedy.it

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Visualizzare, certo: ma come?

gnomoIl successo delle tecniche di visualizzazione nello sport dipende da COME si immagina. Non occorre  tanto che l’immagine sia perfetta in ogni particolare quanto piuttosto la capacità di IMMAGINARE DAL DI DENTRO.  Ti sarà capitato di essere andato al luna park e di aver provato esperienze mozzafiato come quella dell’ottovolante o delle montagne russe. Ripensando a questa esperienza ci sono due modi per visualizzarla:
– Uno è quella di guardarti come in un film dall’esterno, vedi te stesso che sali e che scendi dal di fuori, ed è il modo più comune ma anche meno realistico.
– Il secondo modo invece è rivivere davvero l’esperienza dall’interno, non rivedendo te stesso da fuori ma invece immaginando quello che davvero vedevi in quel momento (le tua mani attaccate all’abitacolo, il vuoto davanti a te, la pista in salita o in discesa, il panorama dall’alto) e ciò che sentivi (il cuore in gola, i muscoli contratti, i vuoti nello stomaco, se sensazioni di paura ed abbrezza mischiate insieme).

L’allenamento mentale  si basa soprattutto su questa seconda modalità. Quando immagini il gesto tecnico che ti interessa, devi anche “sentire” mentalmente quali muscoli entrano in azione in quel momento, immaginare le sensazioni che potresti sperimentare, assaporare l’armonia e la scioltezza presenti nel corpo

Tratto da Questione di testa – tecniche mentali e piccole magie per vincere nello sport di  Umberto Longoni, edito da Calderini

L’allenamento mentale è tra gli argomenti cari a Bike Comedy Monferrato che organizza week end dedicati al ciclismo e all’enogastronomia.
Evento speciale: il Bike Camp con MARCO SALIGARI dal 17 al 23 marzo. Per informazioni: info@bikecomedy.it

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Quell’atmosfera un po’ così…

strada2Quell’atmosfera un po’ così, che si respira pedalando tra Lu e dintorni
https://www.youtube.com/watch?v=ik0M5ObFCkQ

Bike Comedy organizza week end dedicati al ciclismo e al turismo equestre in MOnferrato, Liguria e Maremma.
EVENTO SPECIALE: Bike Camp con MARCO SALIGARI dal 17 al 23 marzo. Per informazioni e prenotazioni:info@bikecomedy.it

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Ansia da prestazione? Prova l’orologio del Diavolo

BresciaSoffri di ansia da prestazione? Butti via energie preziose prima del via? Arrivi già spremuto alla partenza? Puoi provare questo metodo d’emergenza da effettuarsi mezzora o un quarto d’ora prima della partenza della gara, ogni volta che ti sentirai troppo emozionato

“Si tratta di una tecnica shock che potrà sembrare paradossale e controproducente invece (…) risulta infallibile nell’abbassare il livello di agitazione prima e anche durante la gara.
1 – Siediti comodo (magari in auto) prendi in mano un orologio e ponilo davanti a te
2 – Fissalo per 10 minuti senza distrarti
3- In questi 10 minuti devi tentare di AUMENTARE la sensazione di agitazione personale pensando a tutto il peggio possibile che potrebbe capitarti durante la gara. Se il tuo sport è il tennis, pensa di giocare male, immagina che perderai 6-0, 6-0. Immagina che sul campo sarai molto nervoso e butterai al vento molte occasioni. Se è il calcio, immagina pure  anche la disapprovazione  del pubblico e dei tuoi compagni. Pensa di sbagliare gol già fatti…
4 – Durante questi 10 minuti di sofferenza, non lasciarti vincere dalla tentazione di pensare che l’esito della gara non sarà poi così catastrofico. Allontana subito ogni pensiero positivo. Fai di tutto per mantenere la concentrazione su tutto quanto di negativo potrebbe capitarti
5 – Terminato il tempo, fai 4 o 5 respirazioni profonde. Alzati e vai ad affrontare la tua competizione

(…) Stai pensando che un esercizio simile è esattamente il contrario di ciò che ti serve (…) ma non è vero. Dopo 10 minuti di “orologio del Diavolo” ti sorprenderai più tranquillo e sicuro perchè avrai scaricato sull’orologio tutte le paure che avevi dentro. Non ti garantisco che vincerai, ma senz’altro avrai sconfitto, totalmente o in parte, l’ansia della prestazione”
Tratto da “Questione di testa, tecniche mentali e piccole magie per vincere nello sport” di Umberto Longoni, editore Calderini  

Le sfide e le potenzialità dell’allenamento mentale sono tra temi più cari a Bike Comedy.
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Cuniolo, l’uomo che inventò il tricolore: la mostra e il nuovo libro di Claudio Gregori

cunioloGiovanni Cuniolo è il primo campione italiano su strada. Il 16 settembre 1906 a Roma bruciò in volata Danesi, Fortuna e Ganna. Poi fece il bis l’anno dopo a Parma e il tris, l’11 ottobre 1908, a Como. Non c’era allora la maglia tricolore. Fu Cuniolo ad inventarla. Nei primi tre mesi del 1908 andò a gareggiare a Melbourne, in Australia, e, per la gioia degli emigranti, si fece fare una maglia tricolore a strisce verticali, come la bandiera italiana. Fu il primo corridore vestito di tricolore.

Cuniolo è legato alla Lombardia per due storici exploit. Il 9 giugno 1905 sulla pista in cemento del Trotter di Milano stabilì il primo record italiano dell’ora, coprendo 39.650 metri. Ma il suo capolavoro fu il giro di Lombardia del 1909. Quel 7 novembre partirono in 355, record della corsa, con i formidabili campioni francesi (Lapize, Faber, Trousselier, Christophe…) e belgi (Vanhouwaert), e Cuniolo con una volata folgorante li piegò: primo, davanti a Omer Beaugendre, Trousselier e Lapize.

I duelli di Cuniolo con i campioni lombardi di prima della Grande Guerra – Ganna, Galetti, Rossignoli, Albini, Pavesi – sono nella storia, come la sua sfida asperrima con Gerbi, “Il Diavolo Rosso”. Contro di loro Cuniolo ha collezionato 54 vittorie, più di tutti.

Il 25 gennaio la sua città, Tortona, celebra i 130 anni dalla nascita di Cuniolo. Lo fa con una stupenda mostra fotografica a Palazzo Guidobono, che viene inaugurata domani,  sabato 4 gennaio, 17.00 e sarà aperta fino al 2 febbraio: c’è anche la prima storica maglia tricolore. Sotto i portici, nel centro cittadino, è stato dipinto un medaglione del campione tortonese, accanto a quello di Fausto Coppi.

Il 25, giorno dell’anniversario, alle 17.00, nella Sala Convegni della Fondazione della Cassa di Risparmio, sarà presentato un libro su Cuniolo curato da Claudio Gregori, amico di Bike Comedy. Gregori ci guiderà alla scoperta del “vero” Fausto Coppi durante lo “Speciale Milano-Sanremo”, in programma in Monferrato dal 17 al 23 marzo
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Gli occhi del Bocia. Ed i miei

Il Bergamasco in formato pastore
 
Memorie di viaggio di una vita in bici. Progressioni medio-soglia su  una dolce collina, giornata di allenamento impegnativo. All’uscita da una curva secca a destra, mi trovo davanti un gregge che risale lentamente sulla strada. Un centinaio di capi, forse più. Carreggiata della stradina completamente occupata. E coperta dalle testimonianze del passaggio. In coda un vecchio pastore, barba lunga e bastone, proprio come uno potrebbe immaginarselo. Ma con una giacca, una volta blù, da metalmeccanico che gli conferisce un vago tocco di diversità. Accanto al pastore il cane, un Pastore Bergamasco o giù di lì. Mando un urlo, ammiccando alla strada occupata e al cane piuttosto grosso e chiaramente all’erta. “Vieni vieni, ci pensa lui”, mi risponde il pastore gesticolando in un dialetto tipicamente delle valli. Ma la di là delle parole aspre e gutturali, il tono delle voce è rassicurante.
Il pastore parlotta con il cane, si dicono qualcosa, impossibile capire. Però vedo Bocia, questo era il suo nome, schizzare come una molla e risalire al galoppo verso la testa del gregge. Una volta in cima, inizia a ridiscendere spingendo le “sue” pecore a ridosso del costone di sinistra e liberandomi così quasi mezza carreggiata. Quindi ritorna indietro, mi si ferma davanti, a pochi metri, mi guarda fisso per qualche secondo e risale al piccolo trotto a metà gregge.
Qui, in mezzo alle pecore, si è accuccia sulle zampe posteriori e mi guarda di nuovo, la  rossa lingua penzoloni: è il suo invito a passare. E anche, intuisco, di farlo piuttosto alla svelta. Quando sfilo davanti a Bocia, intravvedo sotto il folto pelo due grandi occhi lampeggiare orgogliosi. Non ci crederei se non l’avessi visto con i miei occhi
Bike Comedy vi aspetta per week end di sport e full immersion nella magica natura del Monferrato

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DUE NOCI AL GIORNO…

nociDue noci al giorno. Ogni giorno. Un elisir di lunga vita, come attesta un recente studio del New England Journal,  prestigiosa pubblicazione scientifica. Nello specifico, gli effetti delle noci e della frutta secca in generale riducono in particolar modo il rischio di malattie cardiache (- 29%) ed il rischio di cancro (-11%). Ma quale sarà la frutta secca pià benefica  fra tutte? Non c’è in realtà un tipo di frutta secca che fa meglio rispetto ad un altro, per cui largo spazio nella nostra dieta a noci, mandorle, nocciole,  pistacchi e arachidi. Sempre col cervello. Io ve l’ho detto. E per saperne di più…

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1307352

L’alimentazione per gli sportivi sarà uno dei temi sviluppati dai nostri esperti negli incontri di Bike Comedy
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