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LV5.5: Giovanni Storti, Massimo Poggio e Claudio Gregori con grande impegno e un pizzico di ironia – IL VIDEO


Cronoscalata LV5.5, buona la prima. Giovanni Storti, Massimo Poggio e Claudio Gregori vestono i panni del ciclismo eroico nella scalata all’antico borgo del Monferrato: grande impegno, un filo di goliardia ed un pizzico di autoironia. Scopri lo splendido video di Gianni Scimone.
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Gregori e la sfida inedita alla LV5.5: grazie Claudio!

Claudio Gregori, prima firma del giornalismo sportivo italiano, è abituato alle grandi distese: corsa, sci di fondo, Vasaloppet compresa. E grandi vette: ma da alpinista. Per la LV5.5, Gregori è salito su una bici da corsa storica, fornitagli dall’amico Meazzo. Abbiamo ammirato la sua grinta nel passaggio in paese, abbiamo sentito dopo l’arrivo il suo respiro profondo alla ricerca di tutto l’ossigeno disponibile. Ha dato tutto e anche qualcosa di più. La sua prima parola, quando è tornato padrone dei suoi polmoni, è stata “bellissimo”. Grazie Claudio!
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La LV5.5, Giovanni Storti, Claudio Gregori e la troupe della tivù…

giovanni
Meno 2 alla cronoscalata #LV5.5, pedalata ecologica non competitiva a cronometro di km 5.5 in programma domenica mattina a Lu Monferrato su percorso misto strade bianche/asfalto chiuso al traffico. Sarà una festa, un momento di incontro e aggregazione tra appassionati della bici. Vinceranno tutti i fortunati 55 ammessi al via, ci sarà il tempo ma non la classifica. Facile? Certo. Eppure c’è chi la sta prendendo maledettamente sul serio.
Come Giovanni #Storti, il popolare comico del trio #Aldo,Giovanni,Giacomo, che sta tentando di liberare la ricca agenda di impegni per poter essere alla partenza domenica mattina.
E come Claudio #Gregori, prima firma della Gazzetta dello Sport e storico del ciclismo, segnalato ieri in una prova semiclandestina sul percorso della LV5.5. Gregori era a cavallo di una bicicletta d’epoca preparata per l’occasione dall’amico Meazzo: ce lo hanno segnalato molto impegnato sulla salitella in sterrato, di più non è dato sapere.
Un altro giornalista della rosea, del quale tacciamo il nome, sarebbe stato visto superare di soppiatto a piedi lo strappetto finale, portando la bici a mano. Lui però smentisce categoricamente
E sarebbe infine in arrivo la troupe di un popolare canale televisivo nazionale per girare un servizio sulla LV5.5: prima, durante e soprattutto dopo, quando le stanche gambe degli eroici 55 troveranno conforto sotto le gambe più salde del tavolo. Ci vediamo
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CICLISMO, GOLF, CAVALLI: ALLA SCOPERTA DEL MONFERRATO WORLD HERITAGE SITE UNESCO

La 1/a edizione della cronoscalata LV5.5, pedalata ecologica non competitiva a cronometro, ha offerto in abbinata all’evento cicloturistico l’occasione per visitare luoghi tipici e affascinanti del Monferrato Casalese, eletto World Heritage Site dall’Unesco. Proponiamo una breve selezione di quanto potrete visitare a Lu e nei paesi limitrofi:

LU MONFERRATO – Da visitare: San Giovanni Mediliano (sede di partenza della cronoscalata), chiesa romanica con doppia abside saldata esternamente da un attacco arcaico non articolato e con una decorazione sulle absidi ad arconi ciechi, costruita sul finire del X secolo o nei primi snni dell’XI sulle rovine della prcedente pieve paleo-romanica
– Museo Arte Sacra San Giacomo: allestito nel complesso storico di San Giacomo in Lu, è formato dalla chiesa fondata nel XIII secolo (ricostruita tra il 1568 ed il 1610), dalla sacrestia e dalla Casa della Reggenza. E’ gestito dall’Associazione Culturale San Giacomo, con lo scopo di preservare la memoria storica, in opere sia architettoniche che artistiche e letterarie, per le future generazioni. Nel Museo sono raccolte alcune delle testimonianze più significative della storia della fede di Lu e del suo territorio tra cui opere dell’ambito di Guglielmo Caccia e della figlia Suor Orsola Maddalena.
Più di 100 oggetti, in gran parte restaurati e riportati al loro originario splendore: opere di oreficeria, tessuti antichi, sculture lignee, reliquiari, ricordi di vita luese, tra cui doni alla chiesa e testimonianze di vita religiosa di luesi celebri.Il Museo San Giacomo di Lu è parte integrante del Sistema Museale della Diocesi di Casale Monferrato che comprende ad oggi anche il Duomo di Casale e in esso il percorso della Sacrestia Aperta, e a cui in futuro si aggiungeranno altri luoghi d’arte fra cui il Santuario di Crea: un unico biglietto valido per visitare l’intero circuito.C
– Chiesa Santa Maria Nuova: costruita in stile romanico-gotico intorno alla metà del XV secolo, la chiesa di S. Maria Nuova fu edificata sulla preesistente chiesa Parrocchiale di San Pietro (divenuta la Cripta di San Valerio, tuttora visitabile).La facciata conserva lo stile originale, con un portale centrale in stile barocco del 1750 e un campanile di fine ‘800 alto 37 metri. L’interno, restaurato tra il 1853 e il 1859, è a croce latina a tre navate di ampie dimensioni. Nella navata centrale si distinguono l’abside con l’altorilievo della Madonna Assunta (Giuseppe Argenti, 1846), il Coro dei canonici (1748), il monumentale altare maggiore in stile barocco (1767) e la balaustra barocca (1763). Nella navata di sinistra risaltano invece i quadri Le cinque vergini di autore ignoto e S. Antonio col bambino di suor Orsola Maddalena Caccia. Nella navata di destra è invece possibile ammirare la Cappella della Confraternita del Rosario con la Pala di Giovenone il Giovane (seconda metà del XVI secolo) intitolata La Madonna del Rosario. In memoria delle tante vocazioni religiose luesi, è stata eretta, in tempi recenti, una cappella con 3 quadri del celebre pittore benedettino Ambrogio Fumagalli: ai lati della cappella l’elenco dei religiosi e religiose luesi.
– La Torre: sorge a 307 metri sul livello del mare, con amplissima visuale delle Alpi, degli Appennini e della pianura padana. Alta 18 metri, fu costruita o ristrutturata dal marchese Teodoro Il Paleologo quando l’abile condottiero provvide nel primo decennio del XV secolo all’impianto di torri segnaletiche come quelle di Conzano, San Salvatore, Viarigi etc per la trasmissione di messaggi con il sistema di telegrafia di fuochi e specchi, per una migliore e più tempestiva difesa dello Stato dagli assalti dei Visconti e sei Savoia

CAMAGNA E’ dominata dalla sua chiesa parrocchiale: la maestosa cupola ottocentesca dell’architetto Crescentino Caselli riprende la struttura messa a punto pochi anni prima dal suo illustre maestro Antonelli nella cupola di San Gaudenzio a Novara. Se è difficile risalire con certezza alle origini di questo edificio, situate in un periodo storico che va dal V all’ VII sec., è però documentata l’esistenza di insediamenti romani e goti in tutta l’area comunale di Camagna, come dimostrano i frequenti toponimi di cui è ricca tutta la zona. Di impianto romano risulta la strada che unisce Occimiano a Fubine, passando per Conzano, Camagna e Cuccaro e lo stesso toponimo CAMAGNA potrebbe presenta­re un’origine romana, da CA(casa) – MANIA (dal personale romano Manius), anziché altomedioevale, da CA’ MAGNA (Casa grande). Ai tempi delle invasioni barbariche si fusero alla popolazione locale Goti e Longobardi e, col passare dei secoli, sorsero così molti dei nostri borghi medioevali, com­preso Camagna. A partire, probabilmente, da Carlo Magno e attraverso successive donazioni, i territori che comprendono l’attuale comune di Camagna appartennero, dal XII sec., agli Aleramici, che li trasmisero ai Paleologi ed ai Gonzaga. Questi ultimi mostrarono di gradire particolarmente i vini pro­dotti già allora a Camagna, ordinando sovente barbera e gri­gnolino per la cantina del loro castello di Casale.

CONZANO L’abitato di Conzano sorge arroccato intorno alla torre plurisecolare: le case del nucleo più antico sono disposte a raggera intorno al colle e a difesa dello spalto.
– Chiesa di San Maurizio – Nella frazione di San Maurizio, chiesa con facciata gotica a 3 navate, in mattoni a vista, costruita nei primi ani del XV secolo. Nella navata destra si ammirano due affreschi del XVII secolo ed una tela del pittore Martino Spanzotti. Di particolare pregio una tavola del XIII secolo dell’Assunta e un San Diego orante
– Chiesa parrocchiale di Santa Lucia Sul finire del XII secolo i documenti ricordano la chiesa di “Santa Maria di Conzano” ma l’edificio esisteva certamente prima come cappella del castello. Da questa antica chiesa derivò l’odierna parrocchiale di Santa Lucia, risultato di varie modifche e ampliamenti. La dedicazione a Santa Lucia deriva dallo scomparso nucleo abitato presso l’attuale cimitero, che aveva la Santa siracusana come patrona.
L’interno della chiesa è affrescato dal pittore Luigi Faini. Di particolare interesse sono le quattro tavole appartenenti ad uno smembrato politico del XVI secolo, scuola dello Spanzotti, che rappresentano San Maurizio e Santa Caterina d’Alessandria, Santo Stefano e Santa Lucia. Queste tavole conservano ancora le cornici originali in stile gotico. La pala di Santa Lucia del 1862 è del prof. Lorenzoni di Torino. Pregevoli i reliquari di S. Lucia, S. Spina e S. Croce. Anche la casa parrocchiale è molto antica, già degli Arcasio-Vidua, ramo della famiglia feudataria di Conzano.

CUCCARO la storia di Cuccaro Monferrato è legata alla millenaria casata dei Colombo, e c’pè chi sostiene che proprio qui sia in realtò nato Cristoforo Colombo. I primi documenti si riferiscono proprio a questa famiglia, che sarebbe stata investita del feudo di Cuccaro (e di altri otto paesi) dall’imperatore Ottone I nel 960. Abbiamo usato il condizionale perché, secondo alcuni ricercatori, tale documento sarebbe falso, anche se è stato da noi trovato presso l’archivio di Stato di Torino, in una trascrizione del 15 marzo 1460. Nel XIV secolo, numerose sono le conferme di investitura a favore dei Colombo di Cuccaro. Ne citiamo solo due : quella del 10 gennaio 1341 e quella del 17 dicembre 1376. Sulla base degli archivi parrocchiali passati in rassegna in questi ultimi anni, il ricercatore locale Pietro Canepa ha pubblicato il libro Cuccaro, c’era una volta. Esso ricostruisce la storia e l’anima di questa comunità (passata da meno di 200 abitanti dell’poca medioevale, ad un massimo di 1300 bocche nel 1901, e ai 351 residenti di oggi). Una storia caratterizzata da una povertà endemica, a cicliche pestilenze e incessanti incursioni di soldataglie ora francesi, ora spagnole, ora alemanne sempre pronte a depredare e distruggere. Tra i cittadini illustri di Cuccaro, spicca recentemente il nome di Nils Liedholm, calciatore ed allenatore che qui ha fondato una azienda vinicola portata avanti da figli e nipoti. Ed ogni anno, il Premio Liedholm richiama a Cuccaro personalità di spicco dello sport mondiale

QUARGNENTO E’ la cittadina patria di Carlo Carrà, pittore futurista nato nel 1881 in una famiglia di artigiani. Agli inizi del 1900 comincia il suo viaggio alla ricerca di un’identità artistica che lo riporterà sempre ai luoghi a lui più cari: Milano, la campagna piemontese e lombarda, le Venezie e la costa toscana. Personaggio carismatico dell’Arte Italiana del ‘900, fu protagonista del movimento futurista. La sua vita fu segnata da un’attività intensa, di duro lavoro, in cui tutte le sue forze furono sempre rivolte all’arte, unico scopo che lo portava a superare se stesso, alla ricerca di Dio e del significato della vita. Continuò a dipingere fino a un mese prima della morte, nel 1966 a Milano.

SAN SALVATORE MONFERRATO – San Salvatore è uno dei centri più importanti del basso Monferrato. Favorito da una felice posizione sul rilievo che separa la piana di Casale da quella di Alessandria, la cittadina dal 1894 si pregia dell’appellativo di città , grazie al decreto di Re Umberto I. Due torri svettano imponenti sui tetti di San Salvatore. Simbolo della città è la Torre storica (1410), una costruzione di base quadrata, alta 24 metri, che domina l’ampio panorama collinare. Sul colle opposto è situato un altro simbolo sansalvatorese: il Campanone, che si trova accanto alla graziosa chiesa dell’Assunta. La città è ricca di monumenti religiosi di rilievo artistico. Risalgono alla seconda metà del Cinquecento la chiesa parrocchiale di San Martino e la chiesa di San Siro: entrambe ospitano al loro interno pregevoli opere del pittore Guglielmo da Caccia, detto il “Moncalvo”. Meta di piacevoli passeggiate è il Santuario della Madonna del Pozzo, eretto nel 1732. Secondo la tradizione, qui avvenne il miracolo dell’apparizione della Vergine che salvò un soldato precipitato in un pozzo. San Salvatore è una città fortemente “letteraria”. Su questa collina è nato Iginio Ugo Tarchetti (1841-1869), noto esponente della “Scapigliatura”.
Da seganlare infine la Torre paleologa: realizzata nel 1413 per volere del Marchese Paleologo Teodoro II signore del Monferrato. La torre è alta 24 metri, si trova in cima alla collina detta “della torre” alta 257 metri. Fu costruita come osservatorio e punto di segnalazione. La grande breccia che caratterizza il lato sud-est si trova esattamente nel punto in cui anticamente si trovava il varco di ingresso. La bassa costruzione adiacente era un tempo una cisterna interrata.

VIGNALE MONFERRATO Era già conosciuto in epoca romana. Il borgo risale al Medioevo, apparteneva al Marchesato degli Aleramici. Per la posizione collinare fu munito di un castello. In seguito le dinastie dei Paleologi ampliarono il borgo e lo circondarono di mura. La guerra tra Francia e Spagna portò a Vignale cento anni di scontri cruenti, fu bruciato due volte. I conti Callori sono stati per anni veri mecenati per il paese. Vignale è il paese di barbera e grignolino. Tradizionali sono i giochi sferistici (pallone elastico – TAMBASS). Da vedere: Chiesa della Beata Vergine Addolorata con attiguo il Convento dei Servi di Maria, costruito tra il 1470 e il 1505, in stile Gotico; Palazzo Callori – Castello Parrocchiale di San Bartolomeo, progettato dall’Archietto Magnocavalli, all’interno affreschi di L. Morgari, un quadro della scuola del Moncalvo raffigurante S. Agostino – Porta Urbica – Casa del Serpentello (caratteristica costruzione con tracce gotiche) – Torre Civica.

Le informazioni sono riprese dai siti online dei Comuni citati e dall’opera Monferrato tra Po e Tanaro, guida storico-artistica dei suoi Comuni, scritto da Aldo di Ricaldone e stampato da Gribaudo -Sedico Fornaca. A queste fonti rimandiamo per una più completa guida locale